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... non è vero, come si dice, che i soldi destinati al patrimonio artistico non hanno un ritorno...


Quei castelli della Loira ai piedi del Monviso


SALVATORE TROPEA (La Repubblica)

PIÙ FAUNI che madonne, più simboli esoterici che putti riccioluti, più paesaggi che battaglie, più giudici che generali: si direbbe un "castello laico" questa maestosa cittadella che domina la pianura dei peschi di Lagnasco nel cuore del Marchesato di Saluzzo, mille anni di storia, origini medievali su tracce romaniche e splendore rinascimentale. Una storia di famiglia, quella dei Tapparelli d'Azeglio che intorno alla metà del Trecento qui vi si era stabilita dopo aver rilevato il feudo, in bilico tra la Francia di Francesco I e il Piemonte dei Savoia, piccola corte e grande raffinatezza. Generazione dopo generazione fino al declino quasi innarrestabile con quei passaggi insensati che possono trasformare -e qui è accaduto come in molti altri posti d'Italia- una residenza di valore artistico in case popolari o in altri utilizzi stravaganti spesso frutto del pensiero di amministratori comunali a corto di fantasia e ricchi di immaginazione strapaesana...